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CMS 2000 Srl
Riparazione Turbine, Contrangoli e Micromotori dentali di tutte le marche
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DEFIBRILLATORE




Nonostante negli studi dentistici le emergenze mediche abbiano un’incidenza molto ridotta, risulta comunque necessario che tutti gli operatori al loro interno siano preparati e competenti, nel caso in cui se ne presenti una.


Per questa ragione CMS 2000 Srl, facendo riferimento alle linee guida dell’AINOS (Associazione Italiana di Narco-Odontostomatologia), fornisce la strumentazione e organizza corsi formativi per gli operatori odontoiatrici sull’utilizzo del Defibrillatore Semiautomatico Esterno (DAE).


L’AINOS, riconosciuta dal Ministero della Salute come struttura autorizzata alla formazione di odontoiatri e igienisti, può proporre argomenti scientifici di anestesia odontoiatrica, partendo da una continua analisi delle competenze anestesiologiche dell’odontoiatra.

Secondo quanto suggerito dall’AINOS, in particolare, ogni odontoiatra dovrebbe essere in grado di:


  • Prevenire un’emergenza medica
  • Programmare un piano d’azione
  • Saper riconoscere le patologie del paziente e trattare ogni emergenza
  • Disporre dei farmaci e degli equipaggiamenti necessari (tra cui il DAE)



Il successo di una defibrillazione, però, richiede una precisa esecuzione della rianimazione cardiopolmonare, ad una profondità e frequenza adeguate, indipendentemente dalla necessità di erogare uno shock.

Defibrillatore:

cos’è e come funziona


Il defibrillatore è un dispositivo elettronico impiegato nella defibrillazione elettrica, una procedura medica volta al ripristino del normale ritmo cardiaco.


Il DAE, o defibrillatore semiautomatico, è uno speciale tipo di defibrillatore in grado di riconoscere ed interrompere le aritmie maligne responsabili dell’arresto cardiaco (fibrillazione e tachicardia), tramite l’erogazione di una scarica elettrica.


Il DAE analizza automaticamente il ritmo cardiaco, determina se necessita una scarica e, in questo caso, seleziona sempre in modo automatico il livello dell’energia necessario.


L’utente che lo impiega non ha la possibilità di forzare la scarica, qualora il dispositivo segnali che non è necessaria al paziente.

I dispositivi di CMS 2000 Srl, inoltre, sono in grado di indicare attraverso uno schermo e degli indicatori sonori cosa e come fare le manovre di primo soccorso, prima dell’arrivo dell’ambulanza.


La ricerca, infatti, dimostra che una manovra effettuata correttamente e tempestivamente può aumentare la percentuale di vita del 30%.


Il funzionamento avviene per mezzo di placche adesive, appiccicate sul petto rasato del soggetto che ha accusato il malore. Una volta che questi elettrodi vengono applicati, il dispositivo monitora il ritmo cardiaco, si carica e si predispone a rilasciare la scossa elettrica.


Quando il defibrillatore è carico, fornisce le istruzioni all’utente, ricordando inoltre che nessuno deve toccare il paziente in quel momento.


A seguito di ogni scarica, il defibrillatore si pone in attesa e dopo due minuti (circa 6 cicli RCP) effettua una nuova analisi e, se necessario, eroga una nuova scarica.


All’interno di ogni DAE è presente una scatola nera che, dal momento in cui viene acceso il defibrillatore, registra tutti i rumori dell’ambiente e l’ECG del paziente dal momento in cui vengono apposte le placche sul petto.


Fibrillazione e tachicardia ventricolare


La fibrillazione ventricolare (o FV) è un tipo di aritmia cardiaca rapidissima, che provoca contrazioni non coordinate del muscolo dei ventricoli nel cuore.


La fibrillazione ventricolare è uno dei quattro tipi di arresto cardiaco, tra cui compaiono anche la tachicardia senza polso, l’asistolia e l’attività elettrica senza polso.


Questa patologia medica può essere risolta da uno shock sincronizzato, tramite una scarica di corrente elettrica e da un pacing ventricolare.


La tachicardia ventricolare, invece, è un’aritmia ipercinetica caratterizzata da una frequenza ventricolare superiore ai 100 battiti/minuto.


La tachicardia ventricolare può essere classificata in base alla morfologia, ai sintomi ed alla durata degli episodi.


Questa patologia cardiaca si presenta nell’ECG come una successione rapida di complessi QRS (onde dell’elettrocardiogramma), dalla configurazione alterata.


Se vi sono condizioni predisponenti, la tachicardia può evolvere in condizioni di aritmia più gravi, quali la fibrillazione o la torsione di punta (un tipo di tachicardia in cui i complessi QRS variano progressivamente in ampiezza e morfologia).





La salute del paziente è da sempre la priorità di CMS 2000 Srl che, per questa ragione, si dedica alla formazione di dentisti ed igienisti in materia di emergenze mediche ed alla fornitura dell’equipaggiamento necessario a fronteggiarle e risolverle, garantendo così una capacità di intervento mirata e tempestiva.





Rianimazione cardio-polmonare


La rianimazione cardio-polmonare (RCP) è una delle tecniche di primo soccorso, consistente in una serie di azioni di supporto alle funzioni vitali di un infortunato.


In caso di emergenza medica non troppo grave, questa tecnica può essere sufficiente alla rianimazione del paziente, senza bisogno di incorrere nell’utilizzo del defibrillatore.


Le manovre di primo soccorso, infatti, quando effettuate da mani esperte e con estrema precisione, possono aumentare del 30% la percentuale di sopravvivenza, nell’attesa di essere raggiunti dall’autoambulanza.

Per infortunato si intende un soggetto che:


  • È privo di coscienza
  • Ha un blocco delle vie aeree
  • È sottoposto ad una folgorazione elettrica
  • È in totale arresto cardiaco con temporaneo stato comatoso



L’arresto cardiaco è una circostanza clinica caratterizzata dall’assenza di battito cardiaco, che porta alla perdita della circolazione sanguigna.


I sintomi includono perdita di coscienza e respiro anomalo o assente.


Questa patologia non va confusa con l’infarto del miocardio, nonostante spesso i termini vengano usati come sinonimi: l’infarto, infatti, può essere una causa dell’arresto cardiaco, qualora si sia occluso un ramo coronarico.


Il successo delle manovre mediche in caso di arresto cardiaco è strettamente correlato al ritmo rilevato dal defibrillatore, che può essere di due tipi:


  • Defibrillabile (FV)
  • Non defibrillabile (asistolia)